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14/10/2005


FOCUS SULLE RICETTE MEDICHE

La ricetta

La ricetta medica, detta anche prescrizione medica, è un documento, sottoscritto e datato da un Medico Chirurgo, da un Odontoiatra o da un Veterinario, la cui presentazione è necessaria, nei casi previsti dalla legge, per acquistare medicinali.

In regime di Servizio Sanitario Nazionale la ricetta è sempre obbligatoria ed assume rilevanza di atto pubblico quale certificazione del diritto dell’Assistito ad usufruire della prestazione farmaceutica e documento contabile fini del rimborso alla Farmacia.

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Tipi di ricetta

La ricetta medica, può essere scritta su un normale foglio di carta, a mano o dattilografata. É necessario però che siano ben chiari e visibili alcuni elementi:

  • il nome del farmaco oppure il nome del suo principio attivo (sulla base del quale il farmacista può offrire il più economico farmaco brevettato o generico)
  • la quantità di farmaco presente in una dose o nella confezione (se sono in commercio più confezioni di diverso dosaggio)
  • la data in cui è stata scritta la ricetta
  • i dati del medico
  • la firma del medico, che deve essere sempre scritta a penna in originale e leggibile oppure corredata da una chiara intestazione o un timbro indicante, ove richiesto dalle normative regionali, il codice identificativo del medico In generale, la ricetta sintetizza e racchiude tutte le nozioni terapeutiche, generali e particolari che il medico possiede in rapporto ad un particolare stato di malattia.

Con la ricetta medica semplice, generica e ripetibile, si deve pagare per intero il prezzo del farmaco, anche nel caso in cui il medicinale rientri fra quelli erogati gratuitamente o a prezzo ridotto dal Servizio Sanitario Nazionale.

Per variazioni di prezzo dovute a convenzioni, la ricetta medica semplice non è sufficiente, ma bisogna ricorrere alla ricetta medica del Servizio Sanitario Nazionale.

La ricetta medica semplice non può inoltre essere utilizzata per alcuni farmaci particolari, per i quali sono invece necessarie delle ricette mediche più specifiche: la ricetta medica non ripetibile, la ricetta medica speciale o la ricetta medica limitativa.

La ricetta medica ripetibile
La ricetta medica ripetibile, anche detta «bianca», è la più comune, e permette l’acquisto di numerosi tipi di farmaci che sulla confezione hanno chiaramente indicato «Da vendersi dietro presentazione di ricetta medica». Si tratta di tutti quei medicinali che, in condizioni di normale utilizzo e secondo le raccomandazioni del medico, non determinano rischi significativi, ma che in caso di consumo non corretto possono avere conseguenze gravi.

La ricetta medica ripetibile è valida per l’acquisto in farmacia di una confezione per volta del farmaco indicato, ha una validità di sei mesi e la può essere riutilizzata per dieci volte in questo arco temporale. Ad ogni acquisto, il farmacista deve timbrare la ricetta ripetibile con il timbro della farmacia, annotarne il prezzo e la data di vendita e restituire la ricetta al cliente.

La validità della ricetta medica ripetibile, così come il numero di confezioni ritirabili, può essere soggetta anche a modifiche da parte del medico. Egli può, infatti, prescrivere sulla ricetta medica anche più di una confezione. In questo caso, però, la ricetta è considerata non ripetibile e vale per il numero di confezioni specificato. Nel caso non sia indicato il dosaggio, il farmacista deve dare la confezione con la minore quantità possibile di farmaco.

Il medico può anche variare, aumentandolo o diminuendolo, il tempo di validità della ricetta medica ripetibile.

Nel caso di prescrizione di farmaci cosiddetti «tranquillanti» (sedativi, ansiolitici...), secondo il DPR 309/90, tab II-E, la validità della ricetta è limitata a 30 giorni per un massimo di tre confezioni del farmaco.

Questo tipo di ricetta contempla sempre il pagamento per intero del prezzo del farmaco.

La ricetta medica del servizio sanitario
Il Servizio Sanitario Nazionale mette a disposizione dei farmaci a prezzo ridotto o anche gratuitamente, detti anche «mutabili». Per godere di questi sconti è però necessaria la ricetta medica del servizio sanitario nazionale, detta anche «ricetta medica della mutua» o «rossa».

Questa ricetta vale trenta giorni, e consente l’acquisto di una o due confezioni dello stesso farmaco o una confezione di due farmaci diversi. Fanno eccezione i pazienti con esenzione per patologia (al massimo 3 confezioni) e gli antibiotici in singole dosi da iniettare e i flaconi di flebo: questi tipi di farmaco possono essere indicati fino a sei confezioni per ogni ricetta.

La ricetta può essere rilasciata dal medico di famiglia e, secondo le normative regionali in vigore, da alcuni medici specialisti che operano per il Servizio sanitario nazionale.

Per essere valida, la ricetta medica del servizio sanitario nazionale deve riportare chiaramente

  • il nome ed il cognome dell'assistito (oppure le iniziali, nei casi in cui è previsto dalla legge sulla privacy)
  • il numero della tessera sanitaria
  • l’indicazione del farmaco prescritto
  • la data in cui la ricetta è stata compilata
  • la firma del medico
  • la sigla della provincia della Asl di residenza dell’assistito

Ogni ricetta è segnata da un codice a lettura ottica che garantisce la sua tracciabilità. In questo modo è possibile conoscere il medico che prescrive, il farmaco richiesto o la prestazione erogata, per rilevare i dati della spesa pubblica nel settore sanitario.

La ricetta è utilizzata anche per le seguenti prestazioni di:

  • Visita ambulatoriale
  • Prestazioni extra
  • Visita domiciliare
  • Visita generica ambulatoriale (guardia medica turistica)
  • Visita urgente notturna e visita festiva (guardia medica)
  • Assistenza farmaceutica
  • Prestazione specialistica

Le Regioni possono inoltre fissare un ticket, una quota fissa da pagare, su ogni ricetta medica mutua presentata o su ogni confezione comprata.

La ricetta medica limitativa
La ricetta medica limitativa può essere «ripetibile» (RLR) o «non ripetibile» (RLNR). Sono soggetti a questo tipo di ricetta i medicinali che possono essere prescritti e utilizzati solo in certi contesti.

L’attribuzione a «ricetta medica limitativa» dei principi attivi e relativi medicinali è effettuata dall’Aifa nella definizione dell’Aic. Questo tipo di ricetta deve essere compilata dai centri ospedalieri o dai medici specialistici, ed è necessaria per:

  • farmaci in assunzione extra-ospedaliera per la cura di malattie complesse diagnosticate attraverso analisi fatte solo in ospedale o di un centro di cura autorizzato.
  • farmaci innovativi o pericolosi, che possono essere presi solo all’interno di un ospedale o di un centro di cura autorizzato.
  • farmaci che possono essere utilizzati solo all’interno di un ambulatorio specialistico, oppure in un conTesto extra-ospedaliera ma sempre in presenza del medico specialista.

La ricetta medica speciale
La ricetta medica speciale, detta anche ricetta ministeriale speciale a ricalco, è una ricetta non ripetibile necessaria per l’acquisto di farmaci analgesici oppiacei e stupefacenti. Ha una validità di trenta giorni.

Per essere valida, la ricetta medica speciale deve riportare chiaramente

  • il nome e cognome dell’assistito e la sua residenza (o un codice, nei casi previsti dalla legge)
  • la dose, i tempi prescritti e la via di somministrazione del farmaco
  • il nome del medico
  • la firma
  • la data
  • il numero di telefono e l’indirizzo dello studio del medico che l’ha rilasciata

Se il farmaco è acquistato in farmacia, la ricetta medica speciale è ritirata dal farmacista. Se il farmaco è coperto dal Servizio sanitario nazionale è necessario portare al farmacista al momento dell’acquisto due copie della ricetta fornite dal medico: una da inviare agli organi di competenza per il rimborso, ed un’altra che è trattenuta dal farmacista.
Il farmaco può anche essere consegnato, su richiesta del medico di famiglia o degli operatori di assistenza domiciliare, direttamente a casa dell’assistito che deve avere con sè un documento di identità nel momento in cui la ritira.

La ricetta medica non ripetibile
La ricetta medica non ripetibile è una ricetta bianca che deve essere utilizzata una sola volta per ritirare il farmaco prescritto e che viene lasciata al farmacista quando si compra il medicinale.

Per essere valida, la ricetta medica non ripetibile deve riportare chiaramente

  • il nome del farmaco
  • la data di compilazione della ricetta
  • la firma del medico, leggibile oppure corredata da una chiara intestazione o un timbro

Se non è espressamente indicato nella ricetta medica non ripetibile, la quantità di medicinale acquistabile è la minore esistente in commercio. Se la dose contenuta nella confezione non è sufficiente a coprire il fabbisogno, è necessario che il medico specifichi nella ricetta l’esatto numero di confezioni o la necessità di una confezione più grande, se questa è in commercio.

La ricetta medica non ripetibile è generalmente valida per 30 giorni e comporta il pagamento intero il prezzo del farmaco, anche nel caso in cui il medicinale rientri fra quelli erogati gratuitamente o a prezzo ridotto dal Servizio Sanitario Nazionale. Per usufruire della convenzione sul prezzo è necessaria la ricetta medica del Servizio Sanitario Nazionale.

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La normativa, i soggetti

Il farmacista è autorizzato a trattare i dati sensibili presenti sulle prescrizioni mediche senza ulteriori formalità esclusivamente ai fini dello svolgimento del servizio farmaceutico, avendo cura di prevenire accessi non autorizzati e ridurre al minimo i rischi di distruzione o perdita accidentale dei dati. Al termine della conservazione le ricette devono essere distrutte con modalità che impediscano la diffusione dei dati personali del paziente.

Se l’utente che presenta una prescrizione medica, da trattenersi da parte del farmacista, ne richiede una copia per propria documentazione, è bene che il farmacista vi apponga una dicitura del tipo «Copia rilasciata su richiesta dell'interessato, originale trattenuto ai sensi di legge».

All’atto della presentazione della ricetta di un medicinale di classe C con obbligo di prescrizione, il farmacista è tenuto ad informare il paziente dell'eventuale presenza in commercio di medicinali equivalenti, come risulta dalle apposite liste di trasparenza compilate dall’AIFA, e a fornire, se richiesto dall’utente, un medicinale equivalente avente prezzo più basso di quello del medicinale prescritto (ad esclusione dell’eventualità in cui nella ricetta il medico abbia indicato la “non-sostituibilità” del medicinale prescritto).

La ricetta magistrale di un principio attivo non presente in un medicinale autorizzato o usato per indicazioni diverse da quelle autorizzate deve essere inviata mensilmente dal farmacista alla Usl in originale o in copia.

Il farmacista è autorizzato a consegnare al cliente che ne faccia richiesta, in assenza di prescrizione medica, un medicinale soggetto a ricetta ripetibile o non ripetibile (esclusi i medicinali stupefacenti, i medicinali soggetti a ricetta limitativa, i medicinali iniettabili diversi da insulina e da antibiotici) nei casi previsti dal DM 31-3-086. L’erogazione, per necessità ed urgenza di assicurare la prosecuzione di un trattamento, riguarda medicinali per patologie croniche e la prosecuzione di altri trattamenti (antibiotici), o la dimissione ospedaliera, limitatamente ad una sola confezione con il più basso numero di dosi.

Il farmacista deve ricordare al cliente che la consegna del farmaco senza ricetta è una procedura eccezionale e che il cliente deve comunque informare il medico del ricorso alla procedura. A tutti gli adempimenti connessi alla dispensazione urgente senza ricetta, il farmacista ottempera mediante la compilazione di che, numerato, timbrato e siglato, costituisce le pagine di un registro informale delle erogazioni, contenente la specificazione del medicinale e la condizione che si è verificata per la consegna del farmaco.

Il medico
Il medico nel prescrivere un medicinale autorizzato si attiene alle indicazioni terapeutiche, alle vie ed alle modalità di somministrazione previste dall'autorizzazione all'immissione in commercio

Nel caso il paziente in base a dati documentabili non possa essere utilmente trattato con farmaci utilizzati in modo conforme alla registrazione, il medico, sotto la propria responsabilità e previa informazione e consenso del paziente stesso, può impiegare un medicinale al di fuori di quanto autorizzato, purché tale impiego sia noto e conforme a lavori scientifici accreditati

La ricetta magistrale di un principio attivo non presente in un medicinale autorizzato o usato per indicazioni diverse da quelle autorizzate deve riportare i motivi particolari che giustificano la prescrizione magistrale e un codice alfanumerico di riferimento del paziente anonimo

Il medico che prescrive un preparato estemporaneo deve utilizzare principi attivi presenti in medicinali autorizzati in un Paese dell’Unione Europea o descritti in una Farmacopea europea, oppure presenti in prodotti cosmetici o dietetici in commercio nella CEE rispettivamente in preparati per uso topico o per via orale. E’ consentita anche la prescrizione di un principio attivo già contenuto in una specialità medicinale la cui AIC sia stata revocata o non confermata per motivi non attinenti ai rischi d’impiego.

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Farmaci "speciali"

Farmaci stupefacenti
Per medicinali stupefacenti si intendono tutti i medicinali che appartengono ad una delle sezioni della tabella II del DPR 309/90. La validità per la spedizione della prescrizione di qualsiasi medicinale stupefacente è di 30 giorni, escluso quello del rilascio, ed è inderogabile.

Medicinali di tabella II-A (ex tabelle I-III): devono essere prescritti con ricetta modello ministeriale a ricalco in tre copie (RMR3) Per i medicinali analgesici oppiacei dell’ allegato III-bis7 la prescrizione può comprendere due medicinali diversi tra loro, o uno stesso medicinale in due dosaggi differenti

Altri medicinali di tab II-A13 che non costituiscono l’Allegato III-bis: sulla RMR può essere prescritto un solo tipo di medicinale in unico dosaggio.

La spedizione della ricetta in farmacia deve avvenire in piena corrispondenza con quanto prescritto dal medico , nel rispetto delle modalità dettate dall’articolo 43 DPR 309/90. Per quanto riguarda la prescrizione, al farmacista è sufficiente la verifica che il quantitativo ordinato sia congruente con la posologia prescritta e non oltrepassi i limiti previsti di trenta giorni di terapia.

Con ordinanza del 16-6-09 sono iscritti temporaneamente in tabella II sez. D dal 20-6-09 i medicinali per il trattamento del dolore dell’Allegato III-bis, con esclusione di tutte le forme iniettabili, dei medicinali a base di metadone e di buprenorfina orale. Sono pertanto prescrivibili a carico del SSN sia con RMR10 che con la normale ricetta «rossa» del SSN, in un numero di confezioni sufficiente per la terapia (massima) di 30 giorni (come per Co-Efferalgan1).

In conseguenza della semplificazione, non sono soggetti a formalità e documentazione dei movimenti (acquisto senza buono acquisto e nessuna registrazione sul registro di carico e scarico), salvo quanto previsto per le prescrizioni effettuate con ricetta «privata»

Farmaci ospedalieri
Si definiscono abitualmente come «ospedalieri» sia i medicinali classificati secondo l'art 92 del DLgs 219/06, sia quelli classificati nella fascia H del Provvedimento di riclassificazione dei medicinali del 30-12-932. Non possono essere venduti al pubblico in farmacia (OSP1).

La collocazione in fascia H invece ha valenza puramente amministrativa e gestionale rispetto al SSN, per cui i medicinali di fascia H se non sono stati classificati come ospedalieri ai termini dell'articolo 92 del DLgs 219/06 possono essere venduti (a pagamento) in farmacia.

I farmaci inclusi nel PHT, prontuario della distribuzione diretta possono essere distribuiti direttamente dalle strutture pubbliche o mediante altre forme di distribuzione individuate dalla Regioni. L'inclusione nella lista PHT non modifica né il regime di rimborsabilità né quello di dispensazione, che rimangono quelli indicato nella AIC.

Alcuni medicinali ospedalieri secondo disposizioni regionali possono essere utilizzati anche in ambito extraospedaliero.

Farmaci anoressizzanti
La preparazione estemporanea a base di fendimetrazina è soggetto a ricetta non ripetibile, deve essere prescritta in relazione al «Piano generale di trattamento (o terapia) del paziente» redatto da medici specialisti in scienza dell'alimentazione o endocrinologia e malattie del ricambio o diabetologia o medicina interna.

Il Piano generale di terapia deve riportare:

  • nome del paziente
  • data di compilazione
  • dichiarazione del medico che all'inizio del trattamento l'indice di massa corporea del paziente era maggiore o uguale a 30 Kg/m2
  • dose giornaliera del medicinale
  • durata della terapia (non più di tre mesi)
  • nome, indirizzo e firma del medico con indicazione della specializzazione

Il farmacista consegna il medicinale su presentazione contestuale del Piano di terapia e della ricetta non ripetibile valida per la spedizione 30 giorni; timbra, appone data e prezzo e restituisce il Piano, e trattiene la ricetta non ripetibile.

La ricetta non ripetibile deve essere redatta entro il periodo di validità del Piano e comunque entro tre mesi dalla data di compilazione del Piano stesso. Può essere redatta da qualsiasi medico.

Il principio attivo non può essere associato nella stessa preparazione ad altri principi attivi; non può essere prescritto contestualmente con altri preparati galenici di associazioni la cui composizione non sia stata autorizzata in una specialità, né con singole sostanze che non siano presenti in specialità registrate.

A cura del Dott. Renato De Tullio
Dirigente Medico I° Livello
Unità Operativa di Pneumologia
Policlinico - Bari



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